Che fine farà la certificazione PMI-ACP®?

Che fine farà la certificazione PMI-ACP® basata su metodologie Agile? È una certificazione prestigiosa per il mercato italiano oppure non è valorizzata abbastanza?

Sono certificato PMI-ACP® dal 2012, da 8 anni osservo e monitoro l’andamento del numero di certificati rilasciati e delle richieste di lavoro che la richiedono espressamente.

Considero questa certificazione completa dal punto di vista degli strumenti, delle tecniche, delle conoscenze e delle competenze che riguardano il dominio Agile. All’interno trovano spazio la maggior parte delle metodologie Agile e soprattuto un ottimo approfondimento dei temi legati all’applicazione delle soft skill nei contesti Agile.

È una certificazione che riconosce alla persona esperienza e conoscenza su un’ampia gamma di temi legati al fare e all’essere Agile. Una figura che in azienda potrebbe aiutare a svecchiare processi produttivi suggerendo implementazioni consapevoli di metodi agili per la Business Agility.

Tuttavia a livello mondiale e anche in Italia ha avuto molto poco successo. Ricordo benissimo che durante un colloquio per un’attività di consulenza, il mio potenziale datore di lavoro disse che cercavano una persona certificata Scrum e non Agile. Dimostrando di ignorare che Agile e la certificazione PMI-ACP® includono anche la conoscenza e l’esperienza sul framework Scrum.

La certificazione PMI-ACP® non è stata valorizzata abbastanza, e le ultime indiscrezioni rispetto alle strategie del PMI fanno pensare che potrebbe essere presto messa da parte. In particolare faccio riferimento alla VII edizione del PMBoK, all’esame di certificazione PMI-PMP® che dal 02 gennaio 2021 sarà fortemente incentrato su Agile, e all’acquisizione da parte del PMI del framework DAD (Disciplined Agile Delivery).

Che fine farà la certificazione PMI-ACP®?
Staremo a vedere.

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