Suggerimenti e Trucchi per prepararsi all’esame di certificazione PMP

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In più dieci anni di attività di docenza ho preparato tanti studenti e professionisti alla preparazione dell'esame di certificazione PMI-PMP®.

Vista la mole di informazioni da apprendere, il tempo da dedicare allo studio e non ultimo l'investimento da fare, in molti cercano informazioni per evitare inutili sprechi di tempo e aumentare le probabilità di superare dell'esame.

Così mi sono detto, perché non creare un articolo dove dare spazio a chi ce l'ha fatta? Un articolo per condividere le loro lesson learned, con lo scopo di aiutare chi sta preparando l'esame di certificazione a ottimizzare il proprio studio.

Di seguito sono riportate le recenti esperienze di chi ha da poco sostenuto e superato l'esame PMP®.  

Dal 02 gennaio 2021 l'esame di certificazione PMP® cambierà. Vuoi saperne di più? Iscriviti al webinar gratuito.

Partecipazione Corso

Ho partecipato al corso di nei mesi di maggio e giugno 2021. Il corso è molto aderente alle tematiche affrontate dall’esame finale, e riflette molto bene l’“Exam Content Outline”.
Essendo suddiviso in Moduli si riesce anche a trovare e provare un raggruppamento diverso (e per alcuni aspetti più utile) di tutti i processi del PMBOK.
Il corso cerca di far leva sulla collaborazione e sul brainstorming per far emergere eventuali macro-temi utili da comprendere per “interpretare” un vasto range di domande, piuttosto che un singolo concetto per domanda specifica.

PMBOK e Guida Agile

Il PMBOK continua ad essere la fonte principale delle informazioni necessarie per rispondere a tutte le domande sui processi.
Personalmente, nonostante il 6th fosse ancora la versione ufficiale per l’esame sostenuto a Settembre 2021, ho trovato molto interessante la lettura in contemporanea della versione 7th.
Anche in questo caso l’affrontare gli stessi concetti raggruppati in modo differente ha aiutato a sedimentare non tanto i concetti stessi quanto il mindset, fondamentale per interpretare e rispondere correttamente alle Situational Questions.
Da non sottovalutare lo Standard e la Guida Agile, entrambi contenuti nella versione 6th:

  • Lo Standard torna utile per aumentare le certezze personali sulla documentazione da produrre e l’ordine delle azioni da compiere (per le SQ in stile “What should you do next?”)
  • La Guida Agile è invece fondamentale per sedimentare il già citato mindset del PM-PMI, in particolare nel contesto di progetti non-Waterfall (per le SQ in stile “As a servant leader/agile coach, what is your best course of action?”)

Preparazione personale ed esame finale

È fondamentale chiarire fin da subito, cosa che al corso viene fatta alla prima lezione, come la preparazione personale resti la base su cui fondare la buona riuscita dell’esame finale.
Il corso vuole essere (e personalmente lo è stato) un aiuto, un supporto, e una guida introduttiva ai concetti. La preparazione personale però deve basarsi sullo studio dei concetti e sull’esercitazione continuata.
Personalmente non è stato necessario l’acquisto di simulatori a pagamento, infatti navigando in rete si possono trovare sufficienti risorse per la preparazione personale senza ulteriori esborsi (in aggiunta a quelle fornite al corso, ho contato circa un migliaio di domande su cui mi sono esercitato senza dover acquistare pacchetti online o ulteriori software).
L’esame purtroppo non cita esplicitamente alcuna soglia di raggiungimento per il fatidico “PASS/FAIL”, tuttavia nella mia preparazione mi sono iscritto all’esame quando ho superato abbastanza stabilmente la soglia delle 75 risposte esatte su 100 prese a campione.

La cosa più importante è sentirsi pronti all’analisi delle Situational Questions, dato che compongono una grandissima fetta dell’esame: mindset e ordine logico sono le due qualità in cui sentirsi maggiormente forti.

TRAINING
Nei primi mesi del 2021 ho partecipato al corso di preparazione all’esame di certificazione tenuto da Alessandro che ha impostato gli incontri in modo innovativo con una tecnica di training indiretto (non le classiche lezioni frontali). Per risultare efficace, questo tipo di approccio aveva un presupposto: studiare in anticipo.
Sia che voi siate dei neofiti oppure consumati veterani del project management, è sullo studio che va dedicato sufficiente tempo. Sono necessarie almeno 80 ore di studio, esercizio e approfondimento. Non date nulla per scontato; evitate di farvi influenzare troppo dalle vostre e altrui esperienze professionali. Le slide vanno benissimo per studiare. Si può usare il PMBOK per gli approfondimenti (ai fini dell’esame l’edizione 6 o la recente 7 vanno entrambe bene).
Vi darà un fondamentale vantaggio, studiare con un compagno o più. Ampliare il network di conoscenze è un indubbio vantaggio offerto dal frequentare un corso in aula – virtuale o meno. Confrontarsi sugli argomenti oggetto d’esame, prima rivendendo le slide e poi esercitandosi con le domande al simulatore, renderà l’impegno dello studio meno gravoso. Chi non ha molto tempo libero si troverà costretto spesso e volentieri a dover studiare la sera o nei fine settimana.

AGILE
Da quest’anno l’esame è cambiato. Ci sono 3 domini e diversi task, ma soprattutto c’è una netta sterzata verso l’universo LEAN. È il segno dei tempi. Metà delle domande gravita intorno agli approcci Agili (per dirla alla PMI).
Leggete la “Agile practice guide” del PMI e/o seguite un corso introduttivo sull’agile, come quelli organizzati da Alessandro; Considerate sempre l’esistenza di progetti ibridi e non ragionate solo in termini assoluti “SCRUM” (non c’è una sola fede).

I SIMULATORI e LE DOMANDE
Ho provato diversi simulatori, dai più blasonati a quelli meno conosciuti, in italiano, con vari “dump” di domande d’esame e anche comprato un libro d’esercitazione. La mia impressione è che, più o meno, i simulatori si equivalgano, risultando tutti validi ai fini dello studio (basta esercitarsi a sufficienza). Personalmente raggiunto l’80% di successo nei test, per il simulatore che ho scelto, ho ritenuto opportuno sostenere l’esame (le domande sui processi per alcuni simulatori risultano particolarmente ostiche, ma non fatevene troppo un cruccio).
I simulatori sono utilissimi. Tuttavia, non aspettatevi di trovare le stesse domande all’esame o di superarlo memorizzando le risposte del simulatore…Non funziona così.
Molte domande sono deliberatamente prolisse e piene di dettagli, poco utili e qualche volta forvianti. In alcuni casi può convenire partire dall’ultima frase (è quella domanda a cui rispondere). In altri casi è necessario leggere tutto per capire il contesto. Scegliere di fare l’esame in italiano può velocizzare la lettura (il testo originale in inglese è sempre disponibile durante la prova).
La gran parte delle domande sono legate alla risoluzione di situazioni descritte in un determinato contesto. Penso che, in generale, studiare a memoria non paghi. Fanno eccezione alcune formule e magari alcuni acronimi, da dover memorizzare (vedi i tipi di contratti e qualche formuletta EAC).
Per rispondere alle domande è utile ragionare immedesimandosi in un PM di alto profilo, di grande etica, deciso e attento ai bisogni altrui, che si trova a gestire progetti di grandi volumi e tante risorse. È importante capire subito se ci si muove nell’ambito di un progetto predittivo o adattativo.

ESAME
Una volta che si ha la coscienza a posto, chiudete gli occhi prendete un respiro e prenotate la data dell’esame.
Ho sostenuto l’esame da casa. E’ un modo molto comodo ma vanno seguite in modo scrupoloso tutte le indicazioni (scrivania sgombra, non si parla, non ci si alza, via l’orologio dal polso, cellulare mutato etc …).
L’esame è una piccola maratona (arrivate freschi e riposati alla prova). Per essere tranquillo, ho calcolato che bisognerebbe restare in media massimo 1minuto su una domanda. Una difficoltà dell’esame è appunto la gestione del tempo.
In tal senso, considerate che, mentre si svolge l’esame, c’è un count down del tempo che vi resta ed un contatore incrementale delle risposte date (bisogna fare dei calcoli per capire come si sta andando).
Per fortuna ogni 60 domande si hanno 10 minuti per potersi riposare e approfittarne magari per andare in bagno… La pausa è facoltativa e non sottrae tempo disponibile alla prova d’esame. Non è possibile modificare le domande una volta confermato ogni blocco da 60.

PUNTEGGIO
Per il superamento dell’esame esiste un target minimo e un “above” target. Non è dato sapere come il punteggio venga calcolato. Sembrerebbe che alcune domande pesino più di altre nella valutazione. Alla fine, per ogni dominio e relativo task, viene data una sintesi di come si è andati (low -high). Ne posso solo dedurre che le domande coprono tutto il programma (è quindi meglio saltare una domanda, per rivederla poi, piuttosto che perderci troppo tempo su).

In bocca al LUPO!

Corso
Ho partecipato alla sessione di maggio e giugno 2021. Il corso è suddiviso in 5 moduli, che coprono tutte le sezioni del PMBOK, anche se raggruppate diversamente.
Il corso non vuole e non può essere esaustivo, quanto piuttosto focalizzarsi sui temi più rilevanti ai fini della preparazione all'esame, rimandando allo studio del PMBOK per tutti gli approfondimenti necessari.
Trai vari benefici del corso mi piace sottolineare sicuramente lo stimolo alla condivisione di idee, domande, esperienze all'interno del gruppo di partecipanti, dando spunto anche alla formazione di gruppetti di studio e/o esercitazione, che hanno continuato ad incontrarsi separatamente.

Preparazione
Come sottolineato ripetutamente dagli istruttori, il PMBOK è ovviamente imprescindibile nella preparazione all'esame. Dal mio punto di vista richiede due letture attente, la prima per acquisire tutti i concetti, e la seconda per integrare bene i vari processi e le aree di conoscenza tra di loro, in modo da conseguire una visione di insieme più organica. Io ho preparato l'esame sulla versione 6th, essendo uscita la 7th quasi a ridosso della data del mio esame.
Molto importante è anche lo studio della guida Agile, direi fondamentale vista ormai l'alta percentuale di domande presenti all'esame sul tema.
Personalmente, ai testi precedenti, ho affiancato la lettura della guida all'esame di Kim Heldman, PMP Exam Study 2021 Exam Update, che ho trovato utile per l'impostazione più discorsiva ed esperienziale, nonché per la presenza di una quantità notevole di esercizi.
Altra dimensione da non trascurare sono giustappunto le esercitazioni, che vanno fatte costantemente per testare l'apprendimento della teoria. Personalmente ho fatto uso delle risorse messe a disposizione durante il corso (e di quelle del testo appena citato), che ho trovato sufficienti.
Quindi, per riassumere, la preparazione deve essere attenta e scrupolosa. In base alla mia esperienza, suggerirei di prevedere circa 100-120 ore di studio in aggiunta alle ore del corso.

Esame
Ho prenotato la data dell'esame quando nelle simulazioni ho cominciato a superare stabilmente l'80-85% di risposte corrette.
Ho effettuato l'esame da casa, cosa che richiede di superare alcuni controlli "ambientali", ma la preparazione è organizzata bene e si conclude in pochi minuti.
L'esame, come è noto, è abbastanza lungo, per cui richiede capacità di concentrazione prolungata e attenzione nella gestione del tempo. Di buono c'è la possibilità di due intervalli di dieci minuti, dopo ogni modulo di 60 domande, per cui ci si può riposare e sgranchire le gambe...
Ho trovato l'inglese dell'esame molto fluido e chiaro, per fortuna...
Per il resto ho apprezzato l'impostazione basata su domande "situazionali", che privilegiano un approccio più logico ed esperienziale, piuttosto che nozionistico.

In bocca al lupo!

Ho seguito il corso in aula nel 2012 ma poi per altri impegni non sono riuscita a prepararmi per l'esame e quindi ho deciso di rimandare la certificazione.
Dopo la notizia relativa all'introduzione dei nuovi argomenti di studio per la certificazione PMP a partire dal 2021, ho deciso che non potevo più rimandare e mi sono iscritta al corso di preparazione dell'esame.

Così ho seguito il corso durante l'estate 2020 e mi sono data come obiettivo quello di prenotare l'esame entro dicembre 2020. Per quella data avrei dovuto essere preparata. Purtroppo sempre per impegni lavorativi e familiari non sono riuscita a seguire il corso come avrei voluto e dovuto in base ai consigli e alla linee guida che Alessandro ci ha fornito durante le lezioni dei vari moduli.

Quindi mi sono ritrovata ad ottobre 2020 a dover quasi iniziare a studiare da zero.... così armata di PMBOK in italiano, del simulatore P3MSelfTest, sempre in italiano e arricchita dal materiale, dai suggerimenti e dagli scambi avuti anche con gli altri colleghi durante il corso di preparazione ho davvero iniziato ad entrare negli argomenti dell'esame...

Nonostante non sia stata costante nello studio e nella preparazione, negli ultimi 2 mesi mi sono concentrata sull'obiettivo e sono riuscita ad effettuare le simulazioni di esame con una percentuale di risposte esatte oltre l'80% e quindi con un po’ più di fiducia ho schedulato l'esame per inizio dicembre e finalmente sono riuscita a certificarmi!!!!

Il mio consiglio quindi è quello di seguire eventualmente il corso in aula o comunque avere già abbastanza chiari i contenuti del PMBOK, frequentare il corso di preparazione dell'esame seguendo tutte le indicazioni del docente, ovvero studiando i vari capitoli di volta in volta, esercitandosi sul memory dump e sullo schema delle aree di conoscenza e dei gruppi di processi, utilizzando il simulatore per capire il grado di apprendimento dei vari argomenti ed eventualmente approfondirne alcuni, effettuare almeno 4-5 simulazioni con esito superiore all'80%, schedulare l'esame e ottenere così la certificazione....

Vi ho raccontato la mia esperienza perchè non essendo proprio un modello da seguire, possiate evitare gli "sbagli" che ho fatto e sicuramente arrivare al traguardo in molto meno tempo e anche con meno sforzo!!